Société

Anziani: dal Governo segnali preoccupanti

“Il nuovo regolamento per l’utilizzo degli spazi scolastici cantonali non è penalizzante per gli anziani”. Questa è, in sintesi, la risposta del Consiglio di Stato ad una mia interrogazione parlamentare (sottoscritta pure da altri 12 parlamentari del PPD) che chiedeva soluzioni alternative per evitare il problema della discriminazione di trattamento nei riguardi degli anziani e degli invalidi adulti.

Ricordo che il regolamento in questione, fino allo scorso anno, prevedeva la gratuità dell’utilizzo dei locali (palestre, piscine, aule di informatica,…) anche per utenti anziani e invalidi. Da giugno 2009 il Consiglio di Stato ha invece deciso (e ora ribadito) di concedere la gratuità solamente alle attività proposte da organizzazioni che si occupano di giovani al di sotto dei 20 anni e quindi non più agli over 65 e ai disabili adulti.

Una decisione che- diversamente da quanto sostiene il Governo- penalizza decisamente gli anziani e che sta mettendo in grossa difficoltà tutte le organizzazioni che si occupano di loro. L’AAPI, ad esempio, ha dovuto recentemente annullare- visti gli importanti costi di utilizzo- diversi corsi di informatica, che per questa fascia di popolazione rappresentano un vero strumento di integrazione alla società moderna.

Una decisone quindi difficile da capire, soprattutto alla luce del fatto che il Governo in più occasioni ha sostenuto che gli anziani devono essere parte integrante e integrata della nostra società!

Altra decisione discriminante da parte dell’Autorità cantonale (leggasi Decs), è poi stata l’introduzione, a partire da quest’anno scolastico, del divieto agli over 65 di trasportare ragazzi con leggeri andicap fisici. A sostegno del divieto l’on. Gendotti e i suoi funzionari si sono appellati in particolare “a qualche esperienza negativa accaduta in passato e che ha visto degli anziani come protagonisti”.

Una motivazione piuttosto generica che all’interno della nostra associazione, ad esempio, non ha trovato conferma: in effetti la nostra sezione del Mendrisiotto- che da più di vent’anni garantisce questo delicato servizio- non ha mai rilevato alcun minimo incidente.

Ma anche se qualche esperienza negativa sia potuta succedere da qualche altra parte, non è però ammissibile ordinare un divieto generale ignorando di fatto i numerosi trasporti effettuati a piena soddisfazione di tutti (famiglie, ragazzi, anziani,…). Se proprio si voleva aumentare la sicurezza, non si sarebbe potuto, in alternativa al divieto, imporre ai nostri amici pensionati qualche corso di formazione supplementare e una visita medica annuale?

Questa drastica decisione è inoltre in contrasto con quanto le Autorità federali affermano da tempo: ossia che occorrerebbe ritardare l’età del pensionamento a 67 o addirittura a 70 anni, poiché lo stato di salute permetterebbe di continuare senza difficoltà qualsiasi attività professionale.

L’Esecutivo cantonale sta quindi emanando segnali in controtendenza rispetto all’evoluzione demografica in atto e soprattutto lesivi della dignità della persona anziana.

Segnali preoccupanti, che non possono essere accettati così facilmente!

 

 

Claudio Franscella

Segretario cantonale AAPI