Infatti il primo fascicolo di riflessione esce nel dicembre 2000 e tocca diversitemi rivolti ad “anziani che hanno bisogno di cure, di pasti a domicilio, di istituti, di indicazioni sulle rendite di vecchiaia e assegni per grandi invalidi dell’AVS, di principali indicazioni sul diritto successorio” ecc.
Nel 2001 l’attenzione è volta alla salute parlando di malnutrizione, di disturbi della vista, di diminuzione dell’udito, di osteoporosi, di salute dell’anima, ma anche di anzianità come “età da abitare”.
Si passa a parlare nel 2002 di tempo libero (ripreso in altra “veste” nel 2009) e qui appare il “volontariato come l’incontro di due ricchezze” secondo Marilù Zanella che riporta l’espressione “Volontariato fertile”.
“Nella rete della comunicazione – così scrive Dario Robbiani (VA 2004, pag.17) le persone anziane potrebbero portare testimonianze e conoscenze. Non per fare il grillo parlante o la maestrina della penna rossa…, ma per dimostrare che molte cose che ci stupiscono oggi, gli anziani le hanno già vissute, e sono qui a raccontarle, poiché, gratta gratta, c’è poco di nuovo sotto il cielo. Cambiano i mezzi di comunicazione, il linguaggio, lo stile del racconto, ma i contenuti sovente sono uguali”.
“Questa strana “dittatura” della nuova economia potrebbe essere un pericolo per lo sviluppo della democrazia; c'è già infatti chi accusa gli anziani, i disoccupati o i disabili di essere persone inutili alla società. Occorre (ri)trovare altri geni oltre a Bill Gates e una creatività non solo finalizzata al business, riportando nuovamente l’attenzione sulla valorizzazione della persona, sulla qualità del tessuto sociale e quindi sulla qualità delle relazioni di solidarietà e sul valore delle esperienze e delle conoscenze acquisite, e quindi della memoria degli anziani” (VA 2004, pag.65).
Interessante come nel 2005 si trovi il germe per focalizzare “il ruolo dell’anziano nella società di oggi” che diventa nel 2009 “una risorsa per la società”.
Come si può dedurre dalle citazioni, i temi si intersecano, si riprendono sotto diverse angolature e così si approfondiscono, magari anche con belle vignette di intelligente ironia che fanno la loro comparsa nel Vademecum 2007 su “L’ anziano e la sicurezza “ (vignetta a pagina 37) “Furto con destrezza: non aprite la porta a chiunque.”… e chi mi dice che sei Cappuccetto rosso? infila i documenti sotto l’uscio!... Da quando ci sono le raccomandazioni per la sicurezza degli anziani… non è più la stessa storia”.
L’attenzione alla cura dell’immagine (in senso fisico e non solo) dell’anziano è oggetto dello splendido Vademecum 2006: per la settantina di pagine con modelli di vestiti per ogni occasione, “l’AAPI ha considerato di vedere l’anziano con gli occhi dei giovani, ed è per questo che Mara Valente (fino al 2007 Segretaria cantonale AAPI-OCST) si è rivolta alle scuole per ricercare “lo stile dell’età”.
Se stile può essere sinonimo di qualità, di creatività, d’arte, mi piace chiudere queste digressioni e citare il Vademecum 2008 che il nostro Segretario cantonale Claudio Franscella ha voluto dedicare alla musica concludendo che “la musica è vita… la musica è colore… la musica è sogno…”.
Ed allora “Libiamo nei lieti calici” per il compleanno del Vademecum, per il compleanno dell’AAPI cresciuta in “GenerazionePiù” ed a tutti voi soci e lettori.
Maria Luisa Delcò
PS. Il Vademecum 2010 “I trent’anni dell’Associazione” è disponibile presso il segretariato di GenerazionePiù a Lugano (091 910 20 21).