Società

Il Consiglio di Stato risponde sul divieto del servizio di trasporto per gli over 65

Il Consiglio di Stato risponde sul divieto del servizio di trasporto per gli over 65

In replica all’interrogazione parlamentare del segretario cantonale di GenerazionePiù Claudio Franscella dal titolo “Perché il Consiglio di Stato ha vietato il servizio di trasporto con l’auto agli over 65enni, mentre il Consiglio federale concede addirittura la guida di minibus (con più di otto posti a sedere) sino a 70 anni? Due pesi e due misure? Gli anziani ticinesi sono diversi dagli altri?”, il Governo risponde come segue:

“Il Decs organizza, in particolare, il trasporto degli allievi delle scuole medie e delle scuole speciali. Il trasporto degli allievi delle scuole speciali con handicap fino al 31.12.2007 era di competenza dell’istituto assicurazioni sociali (IAS), in particolare dell’Ufficio AI. In concomitanza con le modifiche legislative intervenute nel contesto della nuova perequazione finanziaria, la gestione del servizio è passata al DECS, segnatamente all’Ufficio educazione speciale e all’Ufficio della refezione e del trasporto scolastico.

L’anno scolastico 2008-2009 è quindi stato il primo anno completo, utile per comprendere esigenze e dinamiche di questo non facile servizio pubblico.

Il trasporto dei bambini  portatori di handicap non è semplice e neppure di immediata organizzazione; a volte ci vogliono due trasportatori per un bambino.

Alla luce delle prime esperienze- una molto negativa con pesanti conseguenze per il bambino trasportato- alcune disposizioni (prima fra tutte il limite di età dei trasportatori) sono state adottate alfine di garantire ai bambini/ragazzi un servizio il più possibile di qualità; servizio, utile segnalarlo, che viene retribuito dal Decs.

Nell’anno scolastico 2009-2010, dopo il primo periodo di nuova gestione, che si ricorda è iniziata nel gennaio 2008, il servizio ha programmato, in collaborazione con la Croce Rossa, una formazione specifica per i trasportatori che hanno ricevuto o riceveranno un mandato di trasporto dal Decs.

Trasportare bambini/ragazzi, afferma il Governo, con Handicap fisico non è come guidare un’automobile privatamente. L’attenzione da prestare, la responsabilità e la preparazione sono ben maggiori. Il Decs deve fare in modo di offrire un servizio che ottemperi nel limite del possibile, alle qualifiche evidenziate. Da qui derivano disposizioni quali il limite di età e una minima formazione adeguata dei trasportatori, Non si tratta quindi di incongruenze, ma di una valutazione puntuale che tocca un preciso utente: quello con handicap che merita una maggiore attenzione.

Il Decs,, replica il Cds, assegna agli enti trasportatori dei mandati secondo il Codice delle obbligazioni. Nel mandato sono di regola definite, oltre alle disposizioni inerenti alla retribuzione, anche altre volontà tra cui, come in questo caso, a maggior garanzia di sicurezza, un limite di età.

Nel contesto dei mandati attribuiti dal Consiglio di Stato, negli ultimi 10 anni sono state almeno 14 le interrogazioni parlamentari relative ai mandati. In alcune di esse veniva invitato il Consiglio di Stato a limitare se non evitare mandati a pensionati. Ritenuto che il servizio richeisto al Decs è retribuito si procede sempre a una verifica circa la presenza di professionisti ancora attivi prima di assegnare i compiti di trasporto a pensionati .Nei primi anni di nuova gestione di questo particolare trasporto non si sono riscontrate particolari difficoltà nella ricerca di trasportatori con i requisiti minimi tanto da non necessitare una modifica delle diposizioni oggi in vigore.Nel caso in cui il numero di professionisti non fosse sufficiente il CDS è disponibile ad attribuire il compito anche ai pensionati.

 

E dopo questa risposta ufficiale abbiamo chiesto all’interrogante Claudio Franscella se è soddisfatto di questa risposta. “Non posso essere contento di come il Governo ha trattato i nostri amici pensionati in quanto sono fermamente convinto che il servizio di trasporto, effettuato dagli anziani della sezione di GenerazionePiù del Mendrisiotto, andava salvaguardato e questo  per diversi motivi: innanzitutto si trattava di un trasporto individuale di bambini con leggeri handicap fisici  e non di grandi invalidi. Il rapporto che si era istaurato nel tempo, tra il conducente anziano e il bambino, portava poi dei benefici evidenti sia a uno (che si sentiva seguito e protetto), sia all’altro (che si sentiva realizzato e utile). Nessun incidente in vent’anni è mai stato segnalato e anche le famiglie erano contente di questo servizio “personalizzato”, inoltre, allo Stato questo servizio costava poco o niente: in effetti veniva semplicemente riconosciuto un rimborso spese. Gli anziani si sono poi sempre dichiarati favorevoli a seguire i necessari corsi di aggiornamento.

Mi auguro quindi che, conclude Franscella, questa decisone possa essere rivista al più presto e che questo servizio possa essere restituito ai nostri volontari anziani, nell’interesse della dignità di tutti i pensionati ticinesi ma pure di tutta la società.”