Il Consiglio di Stato in risposta all’interrogazione di Claudio Franscella.
È arrivata la risposta scritta del Consiglio di Stato al secondo atto parlamentare del segretario cantonale di GenerazionePiù Claudio Franscella, che chiedeva di rivedere la decisione di vietare il trasporto di bambini con leggeri handicap fisici da parte degli over 65 in ottima salute e ancora in grado di guidare l’automobile. Purtroppo la risposta, per la seconda volta, è negativa per i nostri anziani.
Qui di seguito riportiamo alcuni stralci significativi della risposta del Governo:
“… Il trasporto dei bambini portatori di handicap non è semplice e neppure di immediata organizzazione; a volte ci vogliono due trasportatori per un bambino. Alla luce delle prime esperienze- una molto negativa con pesanti conseguenze per il bambino trasportato- alcune disposizioni (prima fra tutte il limite di età dei trasportatori) sono state adottate alfine di garantire ai bambini/ragazzi un servizio il più possibile di qualità.
…Trasportare bambini/ragazzi, afferma il Governo, con Handicap fisico non è come guidare un’automobile privatamente. L’attenzione da prestare, la responsabilità e la preparazione sono ben maggiori. Il Decs deve fare in modo di offrire un servizio che ottemperi nel limite del possibile, alle qualifiche evidenziate. Da qui derivano disposizioni quali il limite di età e una minima formazione adeguata dei trasportatori, Non si tratta quindi di incongruenze, ma di una valutazione puntuale che tocca un preciso utente: quello con handicap che merita una maggiore attenzione. Il DECS, continua il Cds, assegna agli enti trasportatori dei mandati secondo il Codice delle obbligazioni. Nel mandato sono di regola definite, oltre alle disposizioni inerenti alla retribuzione, anche altre volontà tra cui, come in questo caso, a maggior garanzia di sicurezza, un limite di età….”
Dopo questa risposta ufficiale abbiamo interpellato l’interrogante:
Claudio Franscella, è soddisfatto di questa risposta?
“Non posso essere contento di come il Governo ha trattato i nostri amici pensionati in quanto sono fermamente convinto che il servizio di trasporto, effettuato dagli anziani della sezione di GenerazionePiù del Mendrisiotto, andava salvaguardato. Innanzitutto devo precisare che si trattava di un trasporto individuale di bambini con leggeri handicap fisici e non di gruppi di persone o di grandi invalidi. Il rapporto stretto che si era istaurato nel tempo, tra il conducente anziano e il bambino, portava poi dei benefici evidenti sia a uno (che si sentiva seguito e protetto), sia all’altro (che si sentiva realizzato e utile). Inoltre è bene sottolineare che nessun incidente, in vent’anni di attività, è mai stato segnalato nella nostra sezione e anche le famiglie erano contente di questo servizio “personalizzato”.
Pensa che sia un problema di costi, allora?
Non credo in quanto allo Stato questo servizio costava poco o niente: in effetti agli autisti pensionati veniva semplicemente riconosciuto un rimborso spese per l’utilizzo dell’auto privata.
Ma allora non si potevano trovare altre soluzioni?
Certo. Si sarebbe potuto, ad esempio, obbligare gli autisti over 65 a seguire dei corsi di formazione e di aggiornamento e, per garantire ancor più sicurezza, si poteva chiedere agli interessati di presentare periodicamente un certificato medico che attesti la loro idoneità a svolgere questa mansione.
E ora che farà?
Continuerò, assieme agli associati di Generazione Più, a battere il chiodo. In effetti è inutile continuare a dire che l’allungamento della speranza di vita apre le porte a nuove sfide, quando i risultati concreti sono questi. Mi auguro quindi che questa decisone possa essere rivista al più presto e che questo servizio possa essere restituito ai nostri volontari anziani, nell’interesse della dignità di tutti i pensionati ticinesi, ma pure di tutta la società.”