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Sette consigli per non deprimersi quando si va in pensione

Sette consigli per non deprimersi quando si va in pensione

Valentino va in pensione. Senza rimpianti: “Mi ritiro felice. E da oggi inizia la mia vita da principe a tempo pieno”. Con queste parole lo stilista ha annunciato il suo addio al mondo della moda dopo ben 45 anni.

Ma non tutti riescono subito ad assaporare il congedo dal lavoro. Se l’ufficio ha rappresentato il fulcro dell’esistenza, vivere senza può comportare una perdita di autostima: “Che ruolo ho ormai? Che farò?”.

Stati d’animo come questi possono degenerare, specie negli uomini, in una tristezza e in una melanconia diffuse. A volte compare la depressione di natura esogena. Una depressione detta reattiva o esogena, perché strettamente legata al sopraggiungere di un avvenimento esterno scioccante, come un lutto, una separazione, l’insorgere di una malattia o anche il pensionamento.

A differenza di quella endogena, cioè causata da fattori interni organici, che si cura principalmente con i farmaci, si supera mettendo in atto una serie di meccanismi detti di adattamento. Ecco cosa si può fare

  1. Meditare sul fatto che l’addio al mondo del lavoro significa avere tempo libero da dedicare a se stessi, alle proprie passioni, agli hobby trascurati, alla lettura, agli amici.
  2. Considerare il pensionamento come una fase di evoluzione della propria esistenza e non di involuzione: “Questo riposo me lo sono meritato, è il premio dopo anni di fatiche”.
  3. Dare sfogo a tutti i propri interessi. Per esempio, si possono fare viaggi organizzati o frequentare le università della terza età o le associazioni che occupano il tempo libero.
  4. Cercare di rendersi utili: si possono aiutare i propri familiari (accudendo i nipotini, se ci sono) o gli altri, entrando in contatto con associazioni di volontariato.
  5. Partecipare a tutte le occasioni ludiche che si presentano.
  6. Parlare, parlare, parlare: l’esperienza della nuova vita va condivisa con altre persone.
  7. Dedicare del tempo al proprio benessere psicofisico, partecipando a corsi di musica, di ballo o di ginnastica dolce.

Prima del fatidico ultimo giorno in ufficio, è meglio prepararsi in anticipo. Anche se il lavoro assorbe molte energie, è fondamentale dedicare almeno un po’ di tempo a interessi collaterali.


Testo raccolto da Alessandra Gaeta
Tratto dalla rivista OK