cari amici,
qui di seguito la discussione sul dialetto (e non solo) "ripescata" dalla caverna:
A I U T O !
Ieri, stando a tavola, rielencai i nomi delle suppellettili che avevo davanti a me, traducendole in veneto, che non sento più parlare da secoli! Non voglio annoiare nessuno, ma guardando il bicchiere lo pensai in venet: el goto. E allora volli "riempirlo" sempre in veneto, e non mi riocordai più come si dice.
Sarà esatto "impinir" (impinissilo tuto?) oppure la mia memoria mi fa un brutto scherzo?
Chi mi vuole aiutare? Ringrazio cordialmente in anticipo!
etna
***
Buongiorno a voi tutte! ( e tutti?)
Da quanto mi ricordo si dice "impinir o rimpinir"...tenedo presente che non uso il dialetto veneto da oltre 50 anni. Mia madre era veneta, di Feltre. Per molti anni passai alcuni mesi di vacanza con i miei nonni materni lassu' fra le montagne di Feltre. Alcuni fatti capitati me li ricordo ancora, vivissimi sono impressi nella mia mente, come capitati ieri.
Mi ricordo come sapevo passare, nello stesso discorso dal veneto,all'italiano, al piemontese con grande disperazione delle suore del collegio in cui frequentai diversi anni delle elementari. Non so quante centinaia di volte dovetti scrivere: NON DEVO PARLARE VENETO, NON DEVO PARLARE PIEMONTESE.
Credo che nel mondo ci siano diversi paesi chiamati Como, ce ne sono 2 in Australia. Abitammo in Como per 4 o 5 anni. Adesso la nostra figlia adottiva e' venuta ad abitare nel "nostro" Como.. a poche decine di metri dalla casa in cui noi abitammo. Noi eravamo al numero 15, lei e' al 35. Provate ad inserire "Como nsw" su Google e vedrete. New South Wales.
Mi ricordo che quando ci siamo spostati da Como (mia moglie incinta non avrebbe potuto affrontare i 162 gradini dalla riva del fiume alla strada su cui si parcheggiava la macchina) abbiamo trasportato quasi tutti i nostri "possedimenti" su una zattera (che avevo riparato) giu' per il fiume.
Le disgrazie non arrivano mai da sole. Nel giro di 3 mesi, chiusero il dipartimwento (Centro Ricerche Energia Solare)per cui lavoravo all'Universita'....poi mia moglie m'annuncio' che era incinta (Ci si doveva spostare in un altro posto piu' accessibile)...e mi sfasciarono il retro del furgone.
Mentre ruminavo sulla mia mala sorte, mi venne offerto un alloggio in riva al mare dal figlio di un mio amico, ebbi da scegliere fra 2 nuovi lavori all'Universita' e con l'uso della fiamma ossidrica riuscii a ripararmi il furgone da poterlo usare finquando ne comprai un altro.
Durante questo periodo preoccupante, mia moglie rimase sempre tranquilla, come se quello che stava succedendo non ci riguardasse affatto. Quando ogni cosa si sistemo' mi disse:" Te lo dicevo che non c'era ragione per preoccuparsi".
I genitori di mia moglie le ripetevano che era molto improbabile che lei sarebbe diventata ricca sposandomi pero' aggiungevano che non avrebbe mai avuto ragione di preoccuparsi...Giovanni sara' sempre al tuo fianco a renderti la vita facile e piacevole.
Avevano ragione. Non siamo ricchi ma, ancora oggi, la cosa piu' importante e rendererci vicendevolmente la vita piu' facile e piacevole possibile.
Ciao e statemi bene et allegre/i!
John
***
Ciao John,
cercherò di "impinirti" di tanti GRAZIE per l'aiuto!
Al contrario delle tue esperienze di collegio, qui da noi stiamo lottando, affinchè i bamini piccoli che ora dovranno andare all'asilo (cosa che non è ancora prescritta definitivamente nella nostra regione) possano parlare il dialetto locale e non il tedesco (vera lingua). Per le scuole è un'altro discorso. Ma anche qui si sta lottando per definire nei particolari il come ed il quando del tedesco come lingua da usare.
Per chi non è al corrrente delle usanze svizzere devo premettere, che in tutto il paese i vari dialetti sono non solo ammessi ma anche veramente parlati da ricchi e poveri, ed usati anche in ogni ufficio statale. Il tedesco, che suona però un poco differente da quelle parlato in Germania, per tonalità e pronuncia sopratutto, vien usato quasi sollo per iscritto.
etna
***
su
http://www.dialetto-veneto.it/index.htm potrai cercare le parole che ti mancano, etna. persino filastroche, proverbi e ricette.
scrivi, tra l'altro:
Il tedesco, che suona però un poco differente da quelle parlato in Germania, per tonalità e pronuncia sopratutto, vien usato quasi sollo per iscritto.
giusto, e questo mi crea alquanti problemi di comprensione quando ascolto discussioni televisive tedesche come ad esempio "arena" o 10 vor 10. in svizzera francese e italiana si usa molto meno i dialetti nei mezzi di comunicazione e gradirei che lo fosse anche dalla parte tedesca.
ciao
suzanne
***
:laugh: ai, ai, ai suzanne. se tu sapessi come io mi incavolo quando ascolto 10 vor 10 o l'arena sul 3sat e il dialetto viene tradotto simultanamente in tedesco. Sottotitoli mi vanno bene, ma sentire le "due" lingue nel medesimo istante non mi va affatto a genio.:angry:
:laugh: :laugh:
elsamaria
***
Cara Susanne,
io invece penso che il dialetto andrebbe parlato di più (non parlo della Romandia che conosco troppo poco) perchè, anche se a qualcuno non fa piacere,
è la lingua dei padroni di casa.
In Ticino il dialetto sta tornando in auge,per fortuna.
A Como (quello vero,della bella foto di Etna) se si telefona all'amministrazione comunale, la registrazione che indirizza gli utenti -per intenderci..."se vuole parlare col segretario comunale prema il tasto 2"...- c'è anche in dialetto.
Penso che gli Svizzero-tedeschi abbiano ragione di tenersi ben stretto il loro dialetto, le loro peculiarità e identità.Questo non impedisce di aprirsi al mondo, imparando altre lingue e guardandosi intorno.Cosa che noi ticinesi abbiamo sempre fatto, un po' per curiosità e un po' ....per forza!
Ciao a tücc!
Leila.
***
Grazie, Suzanne, per l'indirizzo del sito veneto. L'ho inserito tra i miei favoriti.
etna
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Ave a voi tutti/e!
E' interessante notare come i dialetti locali (non importa di quale nazione/regione si stia parlando) vengano, sia pure velatamente, denigrati da quelli che non li capiscono e cercano d'imporre la loro volonta' di ospiti su chi (in effetti volenti o nolenti) li sta ospitando.
Io origino dalla "ridente" (un tempo lo era!)Valle di Susa, ai piedi del Moncenisio, a pochi Km. dalla Francia, a pochi Km. da Torino.
Si parlava un dialetto assai simile alla lingua francese ed i nomi dei paesi di montagna erano piu' francesi che italiani: Exilles, Salbertrand,Chavrie,Venaus,Claviere,Oulx.
Per accertarsi che una persona fosse una "locale" le chiedevono di dire, in dialetto : "Due peperoni bagnati nell'olio". (Dui pouruns bagna' un tl'oeli")
Se non eri un "nativo” non saresti riuscito a pronunciare correttamente "nell'olio" e ti ignoravano completamente.
Se non ti piacevano il loro linguaggio o le loro usanze o i loro costumi.....non avevi che.....andare altrove!
Quelli erano i tempi che “davano del pane al pane e del vino al vino...Gli uomini erano uomini e le donne lo sapevano”.
Ciao!
John
***
Interessante il peperone in tl'oeli". Da noi si leggerebbe löli, che però sarebbe tutt'altra cosa, cioè una persona stupidella:(
Però si vede che tanti ci tengono propro a che nessuno li "freghi", perchè a me è capitato una volta in un chat italiano, dove mi fu chiesta non la prova del nove, bensì la prova del veneto. Sono stata accusata si saper dire forse solamente ostreghetta, giàchè il mio partner di chat era persuaso che "bluffassi" e mi chiese altre parole. Dovetti sfornare tra l'altro: el piron, el sculiaro, el goto, i zuli,la traversa.........ma lui stesso non mi potè tradurre il verbo stampelinare!
Mentre nel paese di mia nonna i giovani ridevano, perchè pareva loro di sentire delle scene goldoniane quando parlavo, tanto a loro sembravano aniquate le mie espressioni ed asserivano che non si diceva più così oramai. Mia nonna, nata quando il Veneto era ancora sotto l'Austria con Cecco Beppe come imperatore, me l'aveva insegnato così, come parlavano dei dintorni di Rovigo.
:huh:
etna
***
Buona festa a tutti,anche ai protestanti che oggi lavorano!
La discussione(o meglio, la chiacchierata ) sul dialetto meriterebbe un capitolo a sè,non un angolo di caverna.Non me ne voglia John,anch'io andrei..."a vivere in una grotta,sur una montagna,a far l'eremita..." come quel personaggio dei Promessi Sposi - capitolo XIII, lo dico non per fare il saputello,ma perché magari a qualcuno di voi vien voglia di andare a rileggersi il racconto della sommossa per il pane- Penso però che con i miei acciacchi e allergie(Etna non sei sola!)non durerei dieci giorni!
In Ticino il dialetto sta vivendo una seconda giovinezza.
Da una parte,ci rendiamo conto che è stato uno sbaglio dimenticare le nostre radici,che sono contadine; poco tempo fa un consigliere di stato,col padre avvocato,mi ha detto "nüm a sém paesàn" = noi siamo contadini, frase impensabile fino a pochi decenni fa.
D'altra parte siamo in molti a volerci differenziare dagli altri, quelli che vengono "da fuori".
Ognuno è libero di vivere secondo le proprie idee,ma quelli che sono ospiti in un paese straniero dovrebbero avere il buonsenso di adattarsi, e non pretendere che siano i padroni di casa a cambiare modo di vivere.Se poi questi ospiti stranieri non sono contenti,se ne possono anche tornare da dove sono venuti:le frontiere sono aperte nei due sensi!
Sti bén! State bene!
Vittore
***
Buongiorno a tutti/e...anche a Vittore!
In effetti, ho pensato di chiamarla "Rumori e rantoli dalla caverna" per evitare di dovermi "inscatolare" in un posto separato ogni volta che un nuovo soggetto di discussione viene iniziato.
E' ovvio che "rumori e rantoli" siano (di frequente)...rumori e rantoli!
Chi intende partecipare puo' continuare sull'ultimo soggetto trattato, oppure ne inizia uno completamente nuovo...oppure ignora tutto quanto.
Io ho un'altra teoria sull'apparente interesse della tentata resurezzione dei vari dialetti. Dopo essersi accorti di essere diventati una minoranza e, impercettibilmente (al momento), trattati come persone di poca importanza hanno deciso di formare gruppi che hanno un comune interesse.
Il comune interesse e' quello di condividere una religione comune ( quasi sempre ignorata), tradizioni comuni, origini comuni,cultura comune, interessi comuni e linguaggio/dialetto comune.
Dubito che riusciranno ad evitare d'essere assorbiti ( o ingoiati?) dai gruppi assai piu' numerosi e agguerriti (notate la parola "agguerriti") che ormai li hanno circondati e li costringono a fare quello che interessa e fa comodo ai "nuovi arrivati".
I "nuovi arrivati" (volevo scrivere invasori, ma mi sono trattenuto!) ci provvedono la corta e noi (da persone intelligenti) ce l'annodiamo attorno al collo. Una volta che ci siamo annodati la corda attorno al collo non rimane che .....tirare e ci siamo impiccati con le nostre stesse mani!
Le minoranze controllano la maggioranza perche'....la maggioranza ancora non s'e' accorta di essere controllata!
Ciaooo!
John
Answers
Re:dialetto
Voglio segnalare agli aficionados del dialetto ticinese che questo mese verrà proiettato il film "SE TA CATI... TA COPI" di John Ford ( titolo originale The searcers, titolo in italiano Sentieri selvaggi).
Il film è stato doppiato in dialetto ticinese.
Io conosco due date di proiezione di questo film:
10 luglio, sulla piazza d'INTRAGNA-Centovalli, ore 21,
29 luglio, sul sagrato della chiesa di VIRA GAMBAROGNO, ore 21 e 30
Ciao a tutti.
Vittore
Re:dialetto
Bravo Vittore! Non mancherò di andarci. Si tratta di un Western con John Wayne e una miriade di caratteristi bravissimi.
Il titolo in dialetto si può tradurre con "Se t'acchiappo t'accoppo", che mi pare un po'.... così, per un film che non è comico. Certo si sorride a certe battute del vecchio Mosè o del reverendo, ma la storia non è allegra.E poi ,sullo sfondo (ma non troppo) , c'è la questione indiana, per niente allegra.
Buona visione a chi vorrà andarci. Leila.
Re:dialetto
Leila
Re:dialetto
Si tratta di racconti popolari che Luigia Carloni Groppi ha raccolto in un manoscritto nel 1911.Sono storie,dice, che sua nonna le aveva raccontato quando era piccola. Per diffondere questi racconti c'erano i contastorie. Il volume è intitolato "Bella infinita" ed è stato pubblicato nel 2006 dal Centro di dialettologia e di etnografia di Bellinzona. Alcune di queste storie le ho sentite anch'io da bambina.
A presto! Seve
Re:dialetto
Ieri sono stata a Vira Gambarogno a vedere il film "Se ta cati ta copi" (Sentieri selvaggi) in dialetto ticinese.La proiezione è avvenuta all'aperto, sul sagrato della chiesa; dietro allo schermo gigante si vedeva il lago: già quello era uno spettacolo. Il film lo conoscevo già abbastanza bene,avevo un po ' paura di questa novità del dialetto.
Yor Milano, che doppia il povero Mosè, era presente alla proiezione assieme al doppiatore di John Wayne. Yor ha spiegato un po' il lavoro che è stato fatto per il doppiaggio : davvero non uno scherzo, il "regista" Monzeglio ha dovuto procedere a oltre 1500 "tagli" per inserire i dialoghi in dialetto.
Il risultato è stato eccellente e ha fugato i miei timori della vigilia.
Certo però che, come diceva Leila(mi pare), il titolo scelto sarebbe adatto più a un film comico e "Sentieri selvaggi" non lo è.
Yor Milano ha detto che tradurlo in "Sentée salvadig" non era il caso; d'accordo, ma secondo me potevano scegliere altro. Pazienza, vale comunque la pena di vederlo.
Tra l'altro sarà proiettato domani sera, 31 luglio in Piazza del Sole a Bellinzona alle 22, prima non si può perché c'è ancora troppa luce naturale.Prima del film,alle 20 ci sarà un concerto della Società di musica di Bellinzona e di musicisti dell'Insubria.Se siete nei paraggi,andateci,non ve ne pentirete.
Buon fine settimana e buon Primo d'Agosto!
Severina
Re:dialetto
Beata te,Seve, che hai visto il film l'altra sera.Io volevo andare a vederlo stasera a Bellinzona,ma con questo tempo...Magari però migliora.
Anch'io conosco abbastanza bene il film: come dice Mosè "A gal disarò a Martin : Sètt did Martin, sètt did..." ? O come?
Beh, vedremo. Buona festa a tutti per domani!
Leila.
Re:dialetto
Il film io l'ho visto a Intragna, così egoisticamente dirò che per me può anche piovere fino alla vigiglia di Natale...e poi nevicare!
Sì, mi pare che Mosè dicesse proprio quella frase; John Wayne, poi dava del "crapon" a tutti o quasi, col suo solito cipiglio. Comunque un lavoro di doppiatura molto riuscito.
Ho sentito dire che c'è in programma il doppiaggio in dialetto di "Un dollaro d'onore", in inglese "Rio Bravo" (ma il Western, non il Rio Bravo ambientato durante la guerra civile): staremo a vedere.
Re:dialetto
Oggi, Primo d'Agosto, filtro il ratafià,speriamo in bene perché è sempre un po' una lotteria.
Se l'estate è stata piovosa, lo filtro per l'Assunta : scelgo sempre delle date speciali.
Le noci per il ratafià,secondo la tradizione, andrebbero colte il giorno di S. Giovanni Battista, cioè il 24 giugno.Ma se maggio è più caldo del solito bisogna coglierle in anticipo altrimenti diventano troppo grosse.
Io non sono tanto tanto religiosa, anzi sono piuttosto "tiepida", ma siccome dicono "scherza coi fanti e lascia stare i Santi", scelgo con cura il Santo per la raccolta delle noci.Un anno S. Luigi (che era un Gonzaga, mica uno "bau bau micio micio" come dice Enzino Iacchetti), un altr'anno S. Antonio da Padova e quest'anno addirittura la Trinità.Se il caldo continua ad aumentare, mi troverò a scegliere la Madonna Ausiliatrice il 24 maggio, quando il Piave mormorava calmo e placido...
Questa mia tiritera non c'entra nulla col dialetto,ma mi redimo in zona Cesarini : quel San Giovanni mi fa venire in mente il proverbio dialettale :
SAN GIOAN FA MIA L'INGAN, ma non so cosa significa...Capirei S. Michele che era un "giustiziere" ma il Battista? .Poi c'è il classico :
SE PIOV PAR L'ASCENSA; PAR 40 DI SEM MIA SENZA.
Ancora buona festa a tutti, ciao!
Re:dialetto
CHI LA FA, L'ASPETTI ma non sono sicura.
Leila, auguri per il ratafià. Un tempo lo preparavo anch'io, ma adesso non facciamo più grappa e quella che si compra, o non è buona o costa troppo. Magari Vittore mi fa un prezzo da amico, sempre che non piova fino alla vigilia di Natale...
Re:dialetto
Siccome questa è una pagina del dialetto, sapete cos'è una paiéta d'or?
Re:dialetto
Ciao a tutti.
Re:dialetto
Ma l'è roba da matt! Sembrano parole che vengono direttamente dal celtico.
Significano nell'ordine : mirtillo rosso, fieno, farfalla, maiale e scricciolo.
Intanto io mi godo le serate a Locarno, c'è il festival del film e per l'occasione la città è invasa come in nessun altro periodo dell'anno. C'è una strana fauna in giro, di intellettuali e di cinefili, tanti con un'aria trascurata, come quelli che devono salvare il mondo; altri allegri e spigliati che il mondo se lo godono,furbacchioni!! Poi ci sono gli intellettualoidi che parlano un linguaggio tutto loro: guai a farsi capire...Sono quelli che pensano che un film,per essere valido, deve essere incomprensibile e soprattutto NON deve far ridere...Poveracci....
Buone sere d'estate anche a voi!
Re:dialetto
Serata nera per il festival, temporali per due ore, quasi senza interruzioni.Ma "....dopotutto domani è un altro giorno" diceva Rossella O'Hara.
Però dal Canetti non piove...
Vittore ha azzeccato la parola giusta : è proprio una fauna quella che circola in questi giorni, simpatica però. Domani sera se non piove, vado a cena allo "Svizzero", a un tavolino sul terrazzino che dà sulla piazza, da lì si vede bene la fauna....Ciao e...cosa si dice alle tre di notte? Buonanotte o Buongiorno?
Re:dialetto
cari Leila e Vittore, mi spiace per la vostra insonnia e anche per la pioggia che disturba le proiezioni all'aperto del festival di Locarno. Ma come dice (canta) Gene Kelly in "Cantando sotto la pioggia" ....il cuore è pieno di sole e canta felice stasera! Restano le proiezioni nelle sale, ma non è la stessa cosa.
Parlo per gli altri perché io, locarnese DOC (sono una " Borghese", quindi non bau bau micio micio) sono stata a vedere solo 2,diconsi due film all'aperto : il primo era ancora nel parco del Grand Hôtel e si intitolava "Un singe en hiver" col Belmondo e Jean Gabin, Il secondo era "40 guns" di Fuller, il quale Fuller era presente in Piazza Grande e proprio quel giorno compiva gli anni. Io preferisco le retrospettive o i "Pardi di domani".
A proposito, il Pardo vero, quello che sta sullo stemma della città di Locarno è bianco ma l'hanno fatto diventare giallo e nero, forse per vendere meglio?
Re:dialetto
Leila mi sembri un po' pungente con quel Canetti ,che non è l'Elias...è meglio! D'accordo che faccio quasi parte del mobilio,però...
In quanto a proiezioni all'aperto io ne ho viste poco più di due.
Ieri ho letto la notizia che i due assassini di Locarno faranno ricorso al Tribunale Federale. Per restare in tema di film,invece di mandarli dai Giudici di Losanna io li manderei dal giudice di "Impiccalo più in alto" !
Ma, e il dialetto?, direte voi. Ecco:
U ghè in gir 'na pigna da malfabén, che 'i sem tirad in ca' nüm, güzz come 'l fund d'una tina..
Vittore
Re:dialetto
Cara Seve, non siamo bau bau micio micio neanche noi,anche se non apparteniamo alla Corporazione Borghese :o)
A proposito del Pardo hai ragione : un Pardo Rampante bianco è diventato un pardo giallonero strisciante, magari sono contenti i tifosi della Roma...
Certo per vendere meglio,nelle pubblicità colpiscono di più i colori del bianco.O forse perché in francese si dice léopard, non mi pare che ci sia un altro nome per il pardo araldico,rampante o meno.
Caro Vittore, ma quei poverini che hanno fatto ricorso a Losanna, ma li avranno i soldi per pagare l'avvocato? E se facessimo una colletta? Oppure sono mantenuti dall'assistenza pubblica e l'avvocato glielo paghiamo noi comunque? (ecco un'altra cosa che bisognerebbe mettere a posto). Si potrebbe chiedere al buon Yasar Ravi,loro avvocato.....certo che da qualche anno a questa parte se li sceglie proprio bene i clienti quello lì!
E per il dialetto? I malfabén è una parola in uso nel Gambarogno, si potrebbe dire più opportunamente col da forca. E güzz come 'l fund d'una tina (che è notoriamente piatta) si potrebbe dire più chiaramente pirla o anche pistola, che siamo poi noi con i nostri buonismo e garantismo suicidi.
Buon sabato sera e buon Festival a chi ci va!
Re:dialetto
rileggendo i vocaboli del dialetto di Indemini vurpin stràdigh riatöö, mi è tornato in mente il rugino ,il linguaggio segreto dei magnan della Valcolla . O di un'altra valle? Ne sapete qualcosa?
Ricordo che c'erano dei vocaboli senza alcun aggancio con un'altra lingua. Un po' come il riatöö...
Re:dialetto
In internet dovrebbe esserci "tutto" ma il rugino non l'ho trovato: se non è nel sito del Centro di Dialettologia del Ticino, dove potrebbe mai essere? O magari sono io che non so cercare bene. E una telefonatina al Lurà? Mah, intanto mi consolo guardando le stelle cadenti di S. Lorenzo. Ciao
Re:dialetto
Dicevo delusione perché ho chiesto al cameriere un ratafià e lui non sapeva cosa fosse, orpa, che mund che ghém scià!
In compenso ho fatto alcune domande discrete in giro, stile Matula, e penso di aver individuato Vittore, ma non c'era: era alla Rotonda,pare, a dare una mano a un soci,che ha una bancarella per il periodo del Festival.Alcuni della Cirrosi Epatica ( un nome, un programma!....per chi non lo sapesse è un gruppo di tifosi della squadra di calcio del Locarno) hanno confermato, con orgoglio devo dire, che fa quasi parte dell' inventario.Caro Vittore,non sarai offeso,spero..
C'era una bella fauna anche lì...
Domani sera danno il film in dialetto a Locarno : su un giornale ho letto che sarà in piazza, su un altro...al Fevi ..boh?
Nessuna novità sul rugino.
Buona serata dell'Assunta e buona domenica.
Leila.
Re:dialetto
Se ricompari ti vedrò con piacere,ma settimana prossima, perché ora siamo ancora sotto pressione. L'ambiente della Rotonda è un po' un manicomio: allegro ma sempre un manicomio,almeno per me.Per fortuna è quasi finita.
Per la tua delusione da ratafià, avrai imbroccato uno degli "estranei" che vengono a dare una mano; comunque il nocino non è speciale,soprattutto per chi è abituato a bere il proprio ratafià.
Invece per quando farà meno caldo, ti invito a mangiare un bel minestrone,se ti piace: si dice che il minestrone del Canét sia il migliore del Locarnese.Io aggiungerei anche quello del grotto Cramalina a Lodano, il migliore della Vallemaggia.
Per il rugino,buio pesto, ma fra poco finiscono le vacanze e si troverà qualcuno al Centro dialetti per aiutarci.
Ciao a tutti e buona domenica.
Re:dialetto
da una piccola ricerca ecco ciò che ho trovato su rügin (dovrebbe essere rügin e non rugino):
in breve si tratta di una lingua segreta dei magnani, arrivata dalla Val Cavargna in Val Colla. Era un linguaggio usato tra di loro per lavorare tranquillamente e non essere capiti dagli estranei, ma anche per tramandarsi da padre in figlio i segreti del mestiere. Veniva pure usato per "criticare" le donne e la polizia. Qui di seguito un breve esempio di questo linguaggio:
El rüspanté
In do rüspante agh tedza i rüspanta.
Era èrla l’agh càra da mürchì
e da gotanà e la carpìsse i àlbes che i baiss i rüspanta.
Il pollaio
Nel pollaio ci sono le galline.
La mamma dà loro da mangiare
e da bere e prende le uova che fanno le galline.
Buona domenica, Margherita
Re:dialetto
A me era capitato in mano un articolo con una serie di vocaboli in rügin (mi domando se non si pronunci rüsgin) con i rispettivi significati in italiano ma, come detto, non lo trovo più.
A presto.
Re:dialetto
è semplice: entri in google scrivi val colla magnani, a questo punto trovi parecchie informazioni
sui magnani una di queste è Il Rügin e li trovi la poesia completa.
Buon divertimento!
Margherita
Re:dialetto
C'è anche una canzone sui magnàn della Val Colla, ma è in italiano. Comincia così:
Casseruole,casseruole,
belle e lustre al vivo sole
come il sole rilucenti
e coperchi risplendenti....
Poi parla del "rugino,un linguaggio malandrino...". E' una canzone molto allegra,noi la cantavamo a squarciagola.
Ciao da Seve.
Magari lo posso provare anch'io al minèstron dal Canétt?
Re:dialetto
A proposito di canzoni ticinesi: Piero Bianconi, o chi per esso, diceva che le uniche vere canzoni ticinesi erano due: "Girométa de la muntagna vegnii giò chilò"
e l'altra "Oh la Valmagina dal scussà redond", canzoni tristi tutt'e due.Ma chi le canta più? Adesso vanno di moda quelle assurdità come la "Cavergnésa" che faceva diventare rossi dalla rabbia i compianti Plinio e Giuseppe Martini,che la Vallemaggia la conoscevano bene.
Per scrivere in dialetto certe parole, ci vorrebbe anche l'accento acuto (per es. giò che ho scritto di sopra ha l'accento sbagliato) ma il mio computer ha solo l'accento grave.Invece per la lettera e,grazie forse al francese, posso scrivere sia é che è.
State bene.
Re:dialetto
È la raccolta degli articoli del Pier Baron : Scriv in dialètt, apparsi sull'Illustrazione Ticinese.
E per farsi un'idea del vero dialetto c'è un libro di Fridolino Dalessi in dialetto di Cavergno, Forse Dadò Editore ha ancora qualche copia, ma si può trovare nelle Biblioteche.
Sti bén.
Re:dialetto
Ricordo delle vecchie edizioni,su vinile, del dialetto di Cavergno: fantastiche!
Sa séntum.
Re:dialetto
Re:dialetto
badìn o anche badign, badola o badöla = badilante (operaio che usa il badile) sterratore, bracciante, operaio lombardo,persona rozza, grossolana,ignorante.
Ma a Mendrisio vuol dire birichino, e a Rossura cattivo medico.
Potrebbe essere entrato nell'uso nel 900, quando l'emigrazione si è "rovesciata": nell'800 erano i ticinesi ad emigrare in Lombardia, poi è toccato agli italiani del nord di venire da noi.
Per quel che ne so, è usato solo per i lombardi e in tono molto spregiativo.
E, curiosamente, nel plurale Badìtt è il soprannome degli abitanti di Frasco in Verzasca...!
Buona Vigilia e Buon Natale a tutti.
Re:dialetto
Re:dialetto
Ho trovato nel volume primo delle " PICCOLE STORIE OSSOLANE " stampato dalla Tipografia di S. Gaudenzio di Novara, un capitolo sugli spazzacamini di Vigezzo, scritto da Benito Mazzi. Nella val Vigezzo e nella Valle Cannobina) venivano chiamati rüsca, dal vocabolo rüscàa o rüscà, che significa sfregare, scortecciare. Stando al Lessico dialettale della Svizzera Italiana in Ticino rüsca viene usato nel senso di spazzacamino solo nelle Centovalli,a Mergoscia e in Verzasca, regioni di grande emigrazione degli spazzacamini.
Ci sono racconti orripilanti di sfruttamento dei piccoli spazzacamini,che essendo più snelli degli adulti, dovevano risalire i camini fino in cima.Da lassù poi facevano un cenno con le braccia e così il padrone di casa si persuadeva che avevano pulito tutta la gola del camino e non solo una parte.Si trovano spesso storie di privazioni e ingiustizie, ma talvolta c'erano anche padroni onesti e umani.
Soprannomi degli spazzacamini, usati dagli abitanti delle città del Nord-Italia, non ne ho trovati, c'è solo un generico "bambino nero" .Eppure allora il dialetto era molto diffuso anche tra le classi benestanti.
Alla fine del capitolo c'è un piccolo vocabolario dello spazzacamino ( taròm da rüsca) : una specie di rugino. Ad esempio il cucchiaio era detto rèmula da buiàca, il caffè: barògia, il sale: canìbia...
Sti bén e bon ann a tücc!
Re:dialetto
sono una studentessa dell'università di Zurigo e attualmente sto cercando di analizzare l'evoluzione linguistica di alcune parole tratte dal libro "Cavergno e il suo dialetto" di Fridolino Dalessi.. Ho appena iniziato a leggere alcune poesie, e devo dire che non sempre il procedimento linguistico avvenuto nell'evoluzione dal Latino al dialetto di Cavergno mi è chiaro. A questo proposito volevo chiedervi gentilmente se per caso voi siete a conoscenza dell'esistenza di un qualche libro che mostri la sintassi, la morfologia, ecc... di questo dialetto.
grazie a tutti!
Re:dialetto
hai già provato al Centro di dialettologia del Canton Ticino? Sicuramente hanno
delle informazioni interessanti, vedi ti.ch/decs
Buon lavoro.
Margherita
Re:dialetto
innanzitutto grazie della risposta :)
Al momento sono a Zurigo, però proverò magari a mandare una mail! Spero di trovare qualcosa di interessante, al massimo chiedo a voi alcuni significati che sicuramente mi aiuterebbero a capire anche l'etimologia delle parole :)
Grazie ancora!
ianua
Re:dialetto
ho un'amica di Cavergno, sicuramente ci aiuta.
Margherita
Re:dialetto
Ma i sa sclonga i giornad poch a poch:
sent che odor da calicant in fior!
E una sira pai strad sentirem i gugnitt
a faa un bordèll da matt,
con padell e pignatt
rott, e tòll e ciochitt.
Ma si allungano le giornate, a poco a poco: senti che odore di calicanto in fiore!
E una sera nelle strade, sentiremo i bambini fare un baccano da matti con padelle e pignatte rotte e latte di ferro e campanelli (ciochitt sono i campanelli che si mettevano al collo delle capre).
Le ultime righe alludono all'usanza antica detta bandii sgianèe, cioè bandir gennaio.È ancora diffusa specie nel Locarnese, anzi da qualche anno ha ripreso vigore. Il 31 gennaio bambini e ragazzi percorrono le vie di città e paesi trascinando latte di ferro, pentole vecchie oppure oggetti vari che producano strepito.
Io ci andavo da bambina e si riceveva qualche soldo o caramella.
Questa usanza ne ricorda altre simili praticate in molte regioni dell'arco alpino anche più pittoresche e ancora molto seguite.Tutte con lo scopo di cacciare l'inverno.
Re:dialetto
Adesso il 31 gennaio vado sempre a vedere i giovanissimi che si divertono a cacciar gennaio.
Ma il mio calicanto quest'anno non vuol saperne di fiorire.
Re:dialetto
eccomi nuovamente qui a chiedere il vostro aiuto! Leggendo alcune poesie del dialetto di Cavergno mi sono imbattuta in parole che non conosco e volevo chiedervi gentilmente una mano. vi riporto qui di seguito le strofe o parole che non capisco bene, in particolare mi premerebbe sapere il significato di quelle in grassetto :) Oltre a ciò avrei due dubbi: come sono gli infiniti dei verbi? e un'altra cosa che ho notato è che a volte si usa "su" e a volte "sü", c'è una differenza nell'utilizzo o sono intercambiabili?
ringrazio anticipatamente tutti per l'aiuto!!!
Chi gliulit giü il lavengiom!
L'eva propi cuntratau
cun Maria dlu Panau
cul gnindrè da Ganarint (com'è il nome del paese in italiano?)
int pai prei ad Sunlertdint.
Ad caparra ugnà dec mia,
pouru tos! S'unneva mia!
Des Maria dlu Panau
ui rincresc da vè tapau
la su mama l'han sa nuta
e per digliu l'è una futa.
Certi mam i n'è uer chiunsc
poi ü vè um po trop dalung.
Finalmint l'ai chiunta su
mintlè buda e cu ch'è bu. (in particolare il "bu" mi crea qualche problema di comprensione!)
Roc dla Poma una sèra
cul gni indre dala Vingera
l'ha incruntrau Mari di glioi
Carieda cun cusoi...
em dares do sgiavazà
Inna su tutt quent a rösc
mintèl musch ca sciuscia biösc...
Chi ules toi la su fortuna.
Quenti ghign da chela planda!
Lu cilindru alt um braza,
largh su in scima squas um spaza,..
Ei sciavet!
L'era roba gnicia vè
per limosna e cumpassiom
da cu pouru slandanom.
Roch d'mastia un seva asbach,
ma l'è tlo lu grand'impacc...
e la sposa su um misom
c'a riv'int tru int il Pienom.
Cul smorfia e 'l tusoneri
u s'as riva du tsi ti.
Barot e nüs
damagn da chá
Boi brancha.
S'u spicissu tru stasera.
Ti n'avri pöi sgca spans cu got ad vign
lu vign u n'è stec spans mia
u'l zi be c'um l'a bevü
e quand c'um sgeva via
un'a m'as avdeeva pü.
Pouri noi s'ul saves l'ata
c'um bev lu vign insci ad dre vè.
Minch è il nome di un posto ma non saprei quale
Per mor d'insci l'è tant ke nuta
u giressu be vüi stessa
l'è be mai brama da ti.
To su lu bargliegl a va a fa fögl.
Fem laurà tant mint u volia.
A vöt to sü do musà
Re:dialetto
credo che devi far capo a qualcuno di Cavergno, ma anziano,che ricordi ancora il vecchio dialetto. Ho dato un'occhiata al Lessico dialettale,ma in questi casi aiuta solo un pochino.
Hai chiesto alla sede dei Dialetti di Bellinzona?
Io capisco un po' qua e là,per esempio:
cul gnindré da Ganarint = col tornare indietro da Gannariente(una delle frazioni di Cavergno in val Bavona)
s'anneva mia! = se non ne aveva! (sottinteso:di soldi)
lu bargliegl = la gerla a stecche rade.
Come vedi non ti sono di grande aiuto...
Ciao e buon lavoro!
Re:dialetto
speravo infatti di trovare qualche parlante di Cavergno :) o perlomeno qualcuno che ne sapesse più di me. Ti ringrazio tanto dell'aiuto, anche tre parole in più sono comode per la comprensione!
Buona giornata!
Re:dialetto
ho trasmesso la tua richiesta ad una mia amica di Cavergno, ti farò sapere nei prossimi giorni.
Sulertdint: Sonlerto di dentro (Valle Bavona).
Ciao.
Margherita
Re:dialetto
Re:dialetto
tenterò di darti alcune spiegazioni, non è facile poichè alcune frasi rispecchiano i modi di dire di quei tempi e relative usanze, lavori, ecc. Ho chiesto aiuto ad una signora anziana di Cavergno la quale gentilmente mi ha dato una mano. Buon lavoro Margherita
Chi gliulit giü il lavengiom - viene da paiolo ma non è la parola esatta per lavengiom
L'eva propi cuntratau
cun Maria dlu Panau - Panau una polenta fatta però con latte, panna, invece che acqua
cul gnindrè da Ganarint / con il venire indietro da Gannariente
int pai prei ad Sunlertdint. Sonlerto di dentro
Ad caparra ugnà dec mia,
pouru tos! S'unneva mia! se non ne aveva....
Des Maria dlu Panau
ui rincresc da vè tapau gli rincresce di aver parlato (tapau)
la su mama l'han sa nuta
e per digliu l'è una futa. (futa - una noia, un peccato)
Certi mam i n'è uer chiunsc poco
poi ü vè um po trop dalung.
Finalmint l'ai chiunta su
mintlè buda e cu ch'è bu. come è stata e come è stato
Roc dla Poma una sèra
cul gni indre dala Vingera - con venire indietro
l'ha incruntrau Mari di glioi - Mari dei capretti
Carieda cun cusoi...
em dares do sgiavazà mi darei due schiaffi
Inna su tutt quent a rösc - rösc tante
mintèl musch ca sciuscia biösc... - come un mucchio che succia le croste
Chi ules toi la su fortuna.
Quenti ghign da chela planda! veste del prete che ma che viene anche utilizzata per vestito da donna
Lu cilindru alt um braza,
largh su in scima squas um spaza,..
Ei sciavet! ciabatte - scarpe
L'era roba gnicia vè - venuta via
per limosna e cumpassiom
da cu pouru slandanom. uomo non molto curato (modi di dire che non si usano più)
Roch d'mastia un seva asbach,abbastanza
ma l'è tlo lu grand'impacc...
e la sposa su um misom
c'a riv'int tru int il Pienom. pieno - pienone
Cul smorfia e 'l tusoneri smorfia
u s'as riva du tsi ti. - si arriva dove sei tu
Barot e nüs
damagn da chá
Boi brancha. buoni tanti?
S'u spicissu tru stasera. aspettare
Ti n'avri pöi sgca spans cu got ad vign
lu vign u n'è stec spans mia stec - stato
u'l zi be c'um l'a bevü lo sapete come ha bevuto
e quand c'um sgeva via - andava via
un'a m'as avdeeva pü.
Pouri noi s'ul saves l'ata - l'ata dovrebbe essere bis nonno o bis nonna o ava
c'um bev lu vign insci ad dre vè. da parte,di nascosto
Minch è il nome di un posto ma non saprei quale
Per mor d'insci l'è tant ke nuta
u giressu be vüi stessa
l'è be mai brama da ti.
To su lu bargliegl a va a fa fögl.gerlo
Fem laurà tant mint u volia. quanto vuoi
A vöt to sü do musà fregate
Re:dialetto
ti ringrazio davvero tanto di avermi dedicato così tanto tempo, spero di non averti disturbata oltremodo!
Grazie mille ancora!!! Ti auguro un buon proseguimento, alla prossima :)
Ianua