Cultura

I “particolari” di Jacques Mercanton

I “particolari” di Jacques Mercanton

Ricorre quest’anno il centenario della nascita di Jacques Mercanton, autore de Il pellegrinaggio della felicità. Nel romanzo, riedito di recente nella prestigiosa collana “I cristalli–Helvetia Nobilis” di Armando Dadò, si coglie pienamente il clima morale degli anni Trenta. E vi si incontrando situazioni avvincenti, rese all’interno di suggestive cornici d’ambiente: Praga e Parigi, ma anche la più decentrata e raccolta Arosa.

Immagine: Jacques Mercanton

Sapendo che una sua celebre massima sarebbe stata utilizzata per un libro coinvolgente come Il pellegrinaggio della felicità, François de La Rochefoucauld ne avrebbe forse gioito. Né il sole né la morte si possono guardare fissamente, si legge nella pagina che segue il frontespizio del romanzo di Jacques Mercanton.

Jacques Mercanton, Il pellegrinaggio della felicità, Locarno, Armando Dadò Editore, 2009 (Immagine di copertina)Jacques Mercanton, Il pellegrinaggio della felicità, Locarno, Armando Dadò Editore, 2009 (Immagine di copertina

La curatissima edizione di Armando Dadò Editore di Locarno, uscita alla fine dello scorso anno per anticipare degnamente il centenario della nascita di Jacques Mercanton (1910-1996), convalida le positive impressioni della critica su questo autore raffinato e di grande capacità introspettiva. L’impianto del romanzo, scandito in tre tempi, è concepito per dare ai luoghi di ambientazione le tipiche peculiarità dei luoghi dell’anima dove si  accentuano i fatti governati dai più naturali sentimenti umani. In primis l’amore. Ma è onesto anzitutto ricordare qui che la massima di La Rochefoucauld usata in epigrafe, non è solo lo specchio della complessità dei sentimenti umani, così come Mercanton sa spiegarli con la parola scritta; quanto invece il pretesto da cui trae origine il titolo del romanzo stesso. Il pellegrinaggio della felicità è il titolo dell’edizione italiana, ma in lingua originale l’opera esce nel 1948 come Le soleil ni la mort, con la palese intenzione di riprendere il senso della massima di La Rochefoucauld.

 
Ritratto di François La Rochefoucauld
Ritratto di François La Rochefoucauld

Per quanto riguarda la trama e l’intreccio, tutto sembra svolgersi con estrema pacatezza, fatta eccezione per qualche situazione praghese più movimentata, quando i protagonisti principali, il dottor Michel Balmont e la sua amata Marina Baldine, corrono seri pericoli e si vedono minacciati da rivoluzionari filorussi. L’amore fra i due si consolida a Praga, si conclude drammaticamente a Parigi, ma si nutre di condivise riflessioni nei Grigioni, dove gli amanti riparano per non mettere a repentaglio la loro incolumità. È la parte centrale del romanzo: Balmont e Marina si abbandonano a meditazioni sul vivere che investono non solo il rapporto instaurato fra di loro, ma la stessa condizione umana. Complici le pagine franche di Blaise Pascal, che Balmont approfondisce nella tranquillità del luogo.

Thomas Mann, Der Zauberberg, Berlino, Fischer Verlag, 1924 (prima edizione)Thomas Mann, Der Zauberberg, Berlino, Fischer Verlag, 1924 (prima edizione

Ma complice anche Thomas Mann e il suo Der Zauberberg (La montagna incantata), romanzo che Marina dimostra di apprezzare ancor più quando apprende della precisa ambientazione scelta dall’autore tedesco: Davos, a poca distanza da dove i due soggiornano. Non è taciuta la grandezza di Thomas Mann, il già affermato scrittore che Mercanton frequenta con regolarità. Inserito nel romanzo, l’espediente narrativo vale a far emergere spontanei accostamenti: il paesaggio grigionese di Mann non è diverso da quello descritto da Mercanton; una zona dello spirito in cui i sentimenti si configurano per quel che sono, e cioè fonte di esaltazione personale, celebrazione della vita, ma anche l’esatto opposto quando gli stessi sentimenti si caricano di speranze disattese. Il voluto riferimento a Thomas Mann e al suo romanzo uscito nel 1924, serve inoltre a datare il gusto letterario degli anni Trenta. «È un libro di cui si parla?», domanda Balmont a Marina, alludendo a Der Zauberberg. «No, non credo. Non in modo particolare. È già piuttosto vecchio», risponde lei. E aggiunge: «È difficile da raccontare. Come la vita. Sono i particolari la cosa più importante». Una risposta perfettamente in linea con il taglio non ampolloso della narrativa di Jacques Mercanton, che tuttavia non fa mancare nella scrittura quei “particolari” idonei a convocare atmosfere e fondali di un tempo non più nostro, ma di cui sentiamo il fascino e il mistero.

Il Sanatorium di Davos: luogo letterario de La montagna incantata di Thomas Mann Il Sanatorium di Davos: luogo letterario de La montagna incantata di Thomas Mann

Più delle due capitali europee dove si svolgono le restanti parti del romanzo, la cornice grigionese sembra avere le caratteristiche formali e geografiche per ospitare l’attitudine contemplativa dei due innamorati, che si interrogano sul loro amore, sulla vita e sul tragico riproporsi della Storia. Nella fattispecie è una cornice caratterizzata dal clima incerto e piovoso, ben diverso da quello che di solito regalano le giornate luminose e soleggiate trascorse nelle valli dei Grigioni: La nebbia scendeva fino al lago, fremente, freddo, nervoso. Passavano alcune persone con la testa inclinata sotto l’ombrello, come se non avessero la forza di tenerlo sufficientemente alto. I “particolari” a cui accenna Marina, dunque, contano se siamo interessati a conoscere gli stati d’animo di chi vive in attesa di qualcosa che si teme o che tarda a venire. Ma la Storia, portando venti di guerra, non tarda affatto a venire, e nella conclusione del romanzo – che qui non diremo – si legge la misura stilistica di Jacques Mercanton, scrittore di razza in grado di utilizzare le metafore, i “particolari” e i luoghi come potenti strumenti d’indagine della condizione umana. Le note tipografiche di chiusura dell’edizione di Armando Dadò, che gode della traduzione di Paolo Vettore e della prefazione di Daniele Maggetti, ne datano l’uscita al 21 settembre 2009. Affrontandone la lettura e ultimandola in breve tempo, quei “particolari” si percepiscono con immediatezza. E lo scrittore di Losanna, che ebbe il privilegio di vedere pubblicata in vita la sua opera omnia con le Éditions de l’Aire di Vevey, a cento anni dalla nascita ci apparirà come un valido interprete di quei sentimenti grazie ai quali gli esseri umani esultano o si disperano.