Nell’epoca di Internet la dignità letteraria del fumetto, con i suoi riquadri tanto amati dai collezionisti, trova conferma in una storica definizione di Johann Wolfgang Goethe, propenso a valorizzare l’importanza delle “strisce parlanti” già nei primi decenni dell’Ottocento. Così si esprimeva l’autore de I dolori del giovane Werther a proposito delle vignette dell’illustratore ginevrino Rodolphe Töpffer (1799-1846), considerato oggi a pieno titolo il fondatore del fumetto moderno: È veramente divertente! Effonde spirito e vivacità! Alcune di questa pagine sono incomparabili. Se in avvenire scegliesse soggetti meno frivoli e divenisse ancor più conciso, farebbe cose da superare l’immaginazione.
Lo riferisce Giovanni Marchese nell’introduzione al volume Leggere Hugo Pratt. L'autore di Corto Maltese tra fumetto e letteratura, un testo indispensabile per comprendere il valore del linguaggio espressivo delle fantasiose strisce disegnate e confezionate da Pratt.
Questo è parso anche a noi di “leggere” salendo le scale a chiocciola del Museo d’Arte di Lugano e visitando le capienti sale espositive in cui è stata allestita dal 7 luglio al 2 ottobre la mostra intitolata Hugo Pratt. I luoghi dell’avventura. Ci è parso cioè di cogliere l’essenza delle più autentiche intenzioni dei fumettisti, ma prima ancora il senso figurativo che il termine avventura richiama in un visitatore motivato a conoscere le tavole dell’avventuroso Corto Maltese.
Nei mesi di apertura della mostra luganese, è stato possibile recepire agevolmente come l’idea dell’avventura appartenga tanto al personaggio quanto al suo ideatore, in una sorta di incarnazione manifesta.
E in effetti così si configura la vicenda biografica di Hugo Pratt, nato a Rimini nel 1927 ma espatriato ben presto verso quei luoghi lontani che raffigura e riconvoca con tanta precisione e dovizia di particolari nelle sue tavole. Hugo Pratt “spopola” a Lugano, potrebbe essere il titolo di un articolo per il finissage della mostra tenuta al Museo d’Arte.
Raccogliendo i contributi di esperti della comunicazione, collezionisti, critici e semiologi, il catalogo edito in italiano e in francese dalla Rizzoli Lizard con foto di Marco d’Anna e testi di Marco Steiner, servirà a ricordare degnamente l’evento.
Ma si è fatto anche di più: a quindici giorni dalla conclusione della mostra è stato presentato al Salone dei Congressi di Lugano il corposo volume di Antonio Carboni Hugo Pratt. Tuttifumetti, nel quale è censita l’intera produzione del celebre fumettista. La sala affollata del Palazzo dei Congressi di Lugano, la concomitanza di un evento come la Fiera del fumetto, svoltasi negli stessi ambienti e, non da ultima, la suggestiva esposizione al Museo d’Arte, sono stati i punti di forza della conferenza di presentazione del libro. Assente l'autore, ma molto stimolante l'intervento di Fabio Baudino, appassionato collezionista.
L'amore per la ricerca, il gusto di rintracciare quelle “strisce” su carta comune o su carta Fabriano, ha indotto il luganese Fabio Baudino a cimentarsi in un'impresa mirabile: riunire e catalogare in ordine cronologico l'imponente massa di pubblicazioni che compongono l'intera opera a fumetti di Hugo Pratt in lingua italiana, come si legge sul retro di copertina del volume.
Si deve a Fabio Baudino ed alla sua perseveranza il buon esito di questo ambizioso progetto, che permette oggi di assegnare all'opera dei fumettisti la giusta qualifica di “letteratura disegnata”.
Ben circostanziato sul valore grafico e sui significati morali delle strisce di Hugo Pratt, è risultato l'intervento di Dominique Petitfaux, il maggior conoscitore dell'opera del fumettista, che in un comprensibilissimo francese ha evidenziato come l'edizione rappresenti oggi una vera banca di immagini prattiane, a cui gli studiosi in futuro dovranno necessariamente fare riferimento.
Il personaggio più noto di Pratt è Corto Maltese, l'affascinante avventuriero le cui maschie sembianze, appena adombrate dalla visiera lucida, sono riprodotte oggi su diversi articoli di arredo. Un'icona del mondo moderno, dunque, che tutti hanno imparato a conoscere anche senza aver sfogliato Una ballata del mare salato, o Le elvetiche, edizioni ormai introvabili. È un po' come quando si interiorizza qualcosa che non dominiamo con la memoria, ma che è ugualmente presente nella nostra giornata, nelle nostre abitudini.
La presenza di Silvina Pratt - l'incantevole figlia di Hugo - tra gli invitati al tavolo della presidenza della Sala E, ha reso più seducente in quel contesto non tanto il personaggio di Corto Maltese, quanto lo stesso Pratt, scomparso sedici anni fa a Grandvaux. Anche di questo si parla nel libro di Antonio Carboni, del rapporto fra i protagonisti immaginati e diventati leggenda e il loro autore. Ed è grazie ai succosi aneddoti che l'amico e collaboratore Lele Vianello ha voluto raccontare alla fine della serata, se oggi sappiamo qualcosa di più sulle umanissime e geniali stravaganze di Hugo Pratt.
Edito in bella veste tipografica da Cong SA Edizioni di Losanna, il volume di Antonio Carboni si compone di circa seicento pagine. Una pregevole edizione per tutti i collezionisti di fumetti, arricchita dagli interventi dei più qualificati studiosi.
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